Il blog di Radiofrequenza

  • 03/03/2017 - http://www.my-personaltrainer.it/benessere/filler-... 0 Commenti
    ATTENZIONE ALLE INIEZIONI DI ACIDO IALURONICO

    ATTENZIONE

    L'utilizzo di acido ialuronico ad alto peso molecolare e/o di alcuni polimeri a lunga durata d'azione determina un effetto collaterale sconosciuto ai più. 

    In particolare, si ha un effetto paradosso per cui la pelle, pur apparendo esteticamente più giovane, a livello microscopico subisce delle alterazioni strutturali che la rendono più vecchia. 


    Cerchiamo di capire meglio il problema:
    iniettando queste sostanze, anziché stimolare la pelle a produrre da sé gli elementi strutturali di cui ha bisogno, si forniscono direttamente dall'esterno le sostanze "già pronte all'uso".

    In questo modo si riducono le capacità di sintesi dei fibroblasti, che diventano meno attivi nel produrre l'acido ialuronico a livello dermico;
    l'abbondanza di acido ialuronico nel periodo post-iniezione porta all'iper-attivazione di proteine specializzate nella degradazione di tale sostanza (le metalloproteinasi);
    i polimeri di acido ialuronico ad alto peso molecolare/lunga durata stimolano la formazione di collagene fibrotico (vedi oltre).

    Si crea così una sorta di "dipendenza" dai filler di acido ialuronico, per cui una volta iniziato il trattamento dev'essere continuato e rinforzato nel tempo (se non si vuole rimanere con una pelle ben peggiore rispetto a quando si è cominciato).
    Per questo motivo, nei soggetti giovani, si opta sempre più per l'iniezione di sostanze a basso peso molecolare (es. frammenti di acido ialuronico), 

    affiancate da antiossidanti e da fattori in grado di stimolare l'attività di rigenerazione spontanea della cute. 

    Lo stesso effetto di stimolazione e rigenerazione si può ottenere tramite l'uso di integratori ricchi di sostanze ad azione antiossidante e antinfiammatoria, di collagene e di acido ialuronico.

    Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/benessere/filler-...

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  • 23/02/2017 0 Commenti
    LA RADIOFREQUENZA

    Le Onde elettromagnetiche generate dalla RADIOFREQUENZA agiscono a due livelli:

    sulle fibre di collagene libere nella matrice extracellulare, responsabili del tono della pelle, determinando un IMMEDIATO AUMENTO della turgidità della zona trattata
    sui Fibroblasti, stimolando sia la proliferazione di nuove cellule, sia stimolando quelli già presenti con conseguente aumento della produzione di Collagene, Elastina e Acido Ialuronico ( Biostimolazione )

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  • 23/02/2017 0 Commenti
    I Fibroblasti, le cellule del derma

    I fibroblasti sono cellule che si trovano nel derma umano, lo strato intermedio della pelle, che si trova, a mo’ di “cuscinetto”, tra l’epidermide (la parte più superficiale) e l’ipoderma o sottocute (la parte più profonda). 

    La cute umana è l’organo più esteso del corpo, dal momento che lo ricopre interamente, complesso e multi-stratificato, che svolge molteplici funzioni tra cui quella di difenderci dagli agenti esterni, di regolare la temperatura interna, di fungere da organo di senso.

    Sono tantissime le cellule altamente specializzate che compongono ciascuno dei tre strati della pelle, e di queste i fibroblasti hanno un compito ben preciso: 

    produrre collagene ed elastina, sostanze proteiche necessarie a mantenere elastica e compatta la pelle.
    Queste cellule, numerosissime nella prima parte della vita, con l’età diminuiscono, e questa è la ragione per cui la pelle invecchia, perde tono e si formano segni di espressione e rughe. I fibroblasti compongono la matrice fibrosa del derma, che sostiene tutto il tessuto connettivo e permette anche i movimenti.
    Essi, però, per quanto fitti e collegati a mo’ di rete, sono abbastanza mobili perché sono “immersi” in una sostanza gelatinosa chiamata sostanza fondamentale, che permette ai fibroblasti di assecondare le modifiche del corpo nelle varie fasi della vita, come lo sviluppo in altezza della pubertà, la gravidanza per le donne, l’aumento o la diminuzione del peso corporeo, e infine l’invecchiamento.

    Il derma umano è ricco di vasi sanguigni e linfatici, e il suo turgore dipende dalla grande quantità d’acqua in esso immagazzinata, la quale, però, si riduce in proporzione all’avanzare dell’età. 

    Consideriamo che lo spessore di questo strato cutaneo intermedio aumenta durante infanzia e adolescenza, poi si stabilizza nell’età giovanile e nella prima maturità, infine inizia a ridursi progressivamente dopo i 50 anni.
    Questo "declino" fisiologico, però, non avviene con gli stessi tempi in tutti gli esseri umani. Sono diversi i fattori che possono favorire una precoce atrofia dei fibroblasti (provocando, così, inestetismi che ben conosciamo come la formazione di rughe e di smagliature).
    Senza adeguato ricambio cellulare a livello di derma, la pelle avvizzisce sempre più perché i fibroblasti non producono abbastanza collagene e abbastanza elastina. 

    Tra le cause esogene che possono danneggiare i fibroblasti ci sono l’eccessiva esposizione al sole, il fumo, un’alimentazione povera di acqua e di alimenti ricchi di antiossidanti come minerali e vitamine e ricca di zuccheri, sedentarietà (con conseguente scarsa ossigenazione), assunzione di farmaci.



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  • 17/02/2017 - Alice Di Pietro – da OK Salute e benessere – novembre 2014 0 Commenti
    RUGHE, ECCO COME SI FORMANO E COSA LE PEGGIORA

    LE RUGHE SONO UN PROCESSO NATURALE, CHE NON TUTTI ACCETTANO, MA CHE POSSIAMO ATTENUARE PRENDENDOCI CURA DELLA NOSTRA PELLE CON CREME E SIERI, PER RENDERLA PIÙ SANA, LUMINOSA E GIOVANE

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